È arrivato
il momento di ripartire. È il momento più difficile, quello che richiede la
maggiore cautela. Perché, tutto sommato, è facile non contagiarsi senza
frequentarsi, diventa molto più difficile evitare il contagio lavorando e
riducendo la distanza sociale. Nel centro storico andranno individuate delle
formule di ripartenza per le attività commerciali e di ospitalità. Va detto che
le caratteristiche di ciascuna attività sono molto specifiche ed è giusto
quindi che, nel rispetto delle prescrizioni sanitarie, ognuno individui la
formula di ripartenza o di riconversione dell’attività. Non sono paragonabili attività
con molti dipendenti, rispetto a quelle a conduzione familiare. I ristoranti e
i bar hanno locali e servizi con caratteristiche diverse. Lo stesso i b&b.
Non si può imporre una formula. Il comune deve garantire a tutti, senza
aggravio, di poter aprire e ampliare gli spazi all’esterno, mettendo a
disposizione piazze e strade. Così da non perdere posti e coperti, rispettando
il distanziamento. Il traffico e le chiusure andranno ovviamente rimodulate su
queste nuove esigenze. Anche la gratuità dei parcheggi può rientrare in questo
piano. Non ce ne vorranno i residenti del centro che pazienteranno e aiuteranno
il settore in crisi. Ci vorrà
anche, a mio parere, la più grande elasticità su turni e orari.
Abbiamo già chiesto alla soprintendenza deroghe fino a cessata emergenza per le
istallazioni.
Tutto dovrà
essere veloce e sburocratizzato.
Credo che
per i locali di somministrazione a sedere si possa trovare a livello nazionale
una formula, come l’autocertificazione o lo stato di famiglia, che consenta di
evitare il distanziamento per i conviventi. Sarebbe inutilmente dissuasivo.
Il comune
sta lavorando al bilancio e all’individuazione degli sgravi (Tosap, Tari,
insegne). Ma la misura più forte deve arrivare dal governo: fondamentali
saranno la cassa integrazione e gli indennizzi a fondo perduto per le
inevitabili e devastanti perdite.
Per
l’abbigliamento, per esempio, come non pensare all’invenduto per il salto di
una o due stagioni?
Ma la
valorizzazione del centro storico è legata anche alla sorte degli immobili e a
quella delle proprietà. Perché il proprietario dell’immobile al quale non viene
pagato l’affitto, dovrà pagare lo stesso l’Imu. Che è alta per i valori
catastali ormai superiori a quelli di mercato e onerosa quando scarseggia
liquidità. Mi risulta che diversi proprietari abbiano ritrattato e ridotto i
canoni, ma in caso di morosità delle attività commerciali, lo stato dovrebbe
prevedere un accollo di mesi o qualche anno. Fondamentale per il centro sarà la
ripartenza delle attività culturali e turistiche da vivere con modalità
assolutamente diverse. Useremo e chiederemo prudenza. Dovremo essere
inflessibili con chi non rispetta le regole. Ma siamo fiduciosi:
torneremo, seppur lentamente, alla vita e alla nostra quotidianità.
Laura Allegrini
Assessore ai lavori pubblici e al centro storico

Nessun commento:
Posta un commento